MANIFESTAZIONE A ROMA – ANNI 80 –

Posted on 19 settembre 2010

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LA CONTESTAZIONE
MANIFESTAZIONE A ROMA ANNI 80 -Ministro GALLOTTA– Era l’epoca dei PROFESSORI RIBELLI, delle assemblee nazionali di Roma, Napoli, Firenze, autonomamente convocate con frequenza settimanale,in cui venivano riportate le istanze emerse nelle varie assemblee locali di Potenza e Provincia, a cui la nostra scuola diede un contributo notevole –Il risultato più macroscopicamente evidente di tali lotte fu un contratto così ricco che passammo da uno stipendio di fame ad uno stipendio decente.Tanto che il precedente slogan che sintetizzava la situazione dei contratti che venivano firmati, con molto comodo, alcuni anni dopo la normale scadenza, era: Prendi tre e paghi uno, alludendo al fatto che,anche se un contratto aveva la durata di tre contratti, economicamente continuava a valerne uno ! Si fa notare che, seppure del tutto inconsapevolmente, lo slogan era ispirato, dal punto di vista terminologico, a quella logica aziendalistica , che solo qualche anno dopo avrebbe invaso il mondo della scuola. Bene, questo slogan, a conclusione delle vittoriose lotte si trsformò nel modo seguente: Prendi uno e paghi tre ! Con buona pace delle regole aziendali. Per rispondere, poi, alle accuse rivolte dal sindacato e da tutta la stampa che ci rinfacciavano di non consentire alla gente di programmare le loro vacanze; Uno degli slogan che fecero da colonna sonora nelle manifestazioni di quel periodo era: Ai figli dei professori in lotta, nè la pagella nè la pagnotta. Infatti noi avevamo bloccato gli scrutini ed i genitori protestarono perchè i loro figli non potevano conoscere l’esito degli scrutini che non venivano fatti. Fu l’ultimo anno in cui fu possibile bloccare gli scrutini: Poi fummo prececettati. E quei pochi che continuarono la lotta furono condannati a pagare una multa che si aggirò sulle 100.000 lire.
A conclusione di questo periodo di lotte che non si è mai più ripetuto, in quanto le lotte successive non videro mai più una partecipazione così massiccia , il movimento spontaneo si scisse nelle due anime che erano andate via via esprimendosi; l’anima sindacalista e quella movimentista. La prima si raccolse in un nuovo sindacato:  Gilda degli insegnanti il cui primo segretario nazionale fu Sandro Gigliotti. Questo collega , insieme con Maria Carla Gullotta, aveva preso le redini del movimento nazionale anche per ragioni di tipo logistico, essendo entrambi di Roma.. L’anima movimentista, invece,pur nella ferma convinzione che un nuovo sindacato non avrebbe portato alcun giovamento alla scuola ed ai suoi operatori,per ragioni di operatività, confluì nei COBAS, un po’ di anni più tardi. Fu un grave errore; infatti, queste due anime, completamente agli antipodi, quanto a visione di vita e progetto di società e di scuola, nonché per modalità di lotta, costituivano un arricchimento del movimento, nel quale si contemperavano, smussandosi a vicenda l’eccessivo corporativismo della prima e l’eccessiva politicizzazione della seconda. Certo, tutti i movimenti sono destinati a morire. I sentieri della storia sono cosparsi delle loro ceneri ! Però, quanta linfa nuova viene messa in circolo ! quanta progettualità,quanto entusiasmo, quanta libertà ! Anche sul piano meramente pratico,tutto quello che è stato ottenuto dagli insegnanti con il movimento non è stato mai più ottenuto con le lotte organizzate; i cani sciolti, sempre sordi al fischio di richiamo del padrone, fanno sempre paura al potere.
Una curiosità : il ministro di allora si chiamava Galloni ed a lui venne riservatyo questo slogan :

Grande gallo,

cost’ quedd’ ca cost’

si nuj t’avimm’ a tir,

t’amma fa’ arrost’;

I capi romani del movimento ( Roma era il centro di tutte le attività ) si chiamavano Gigliotti e Gullotta, e il segretario nazionale dello SNALS, GALOTTA tutti nomi che rimavano con lotta ! Come dire che il momento era arrivato .

(CANTI, SLOGANS………..)

FATECE LARGO

Fatece largo che passamo noi,

siam tutti professori attempatelli

abbiam scoperto che in piazza è bello

perciò questa’anno siamo ancora qua

e perchè noi ci’avemo da protesta’:

Ma che ce frega del sindacato

Che per tant’anni ci ha rovinato,

e dell’IRSAE,dei formatori

ma che ci’avranno da formar.

Vogliam ridare il futuro

il futuro e la speranza

non è sol per la panza

che oggi siamo qua.

Ci piace assai la Scuola

la Scuola è cosa seria

però co sta’ miseria

non puoi stare in società:

la società dei magnaccion

la società della schiavitù

e noi che siamo tanti insegnanti

noi la vogliamo migliora’

Forse ve fa paura

lo sciopero dei voti….

però se non cambiate…..

embè,embè che c’è

la vera scuola embè

vera cultura embè

veri ministri embè

veri insegnanti embè….

Per farla corta

per farla breve

noi siamo COBAS, COBAS Olè !

LA TRAGEDIA DELLA SCUOLA

Si canta sulle note di NELLA VECCHIA FATTORIA

Alla pubblica d’istruzione hia hiia oh !

Non c’è mai stato uno buono hia hia oh

C’era MALFATTI………quanti misfatti

D diede il nome ai decreti che non erano ben fatti.

E c’era GUI….che tempi bui

Fece tante tante cose e mai niente per altrui

E c’era FULLO…ma che citrullo

Sperimentò un nuovo esame : c’è da 20 anni ed è fasullo

C’era MISASI… che tristi fasi

Per la scuola e gli insegnanti

non si fece un passo avanti

Con VALITUTTI ….che tempi brutti

Se ne fregò della scuola e degli insegnanti tutti

C’era BODRATO…ci ha rovinato

Si cimentò con la riforma ma era molto impreparato

C’era FALCUCCI……..oh quanti ciucci

Per storia antica e religione

Cadde giù dalla poltrona

Venne GALLONI……….furon lampi e tuoni

Per gli insegnanti che son troppi

Va al Governo senza intoppi.

SLOGAN

GENITORI, teniamo duro

Insieme ridaremo

Ai giovani il futuro

Con noi ,ragazzi in piazza

Senza riluttanza

Perchè vi sia ridata

A tutti la speranza

Le speranze degli inseganti non si bruciano con un CIRINO !

( Cirino era, all’epoca il ministro della funzione pubblica)

Noi che siamo insegnanti

Diamogli una lezione in toto

A ’sti politicanti

Non diamo nessun voto

OSTERIE

Osteria numero 1

Alla scuola non pensa nessuno;

Se la scuola è andata avanti

Lo si deve agli insegnanti

Osteria numero 4

S’adda fare ’sto contratto

Come lo vogliamo noi

Ché se no son cazzi suoi

Osteria numero 6

Ma che fanno ’sti babbei

Non si brucia il movimento con un misero ….CIRINO

Osteria numero 80

La paura fa novanta

Costringeremo quel GALLONI

A calarsi i pantaloni

PROVVEDIMENTO DISCIPLINARE

La classe politica è severamente ammonita;

Si propopne la non attribuzione del voto e la sospensione dall e lezioni!

LA SCUOLA E’ TUTTA QUI ( si canta sulle note di LA VITA E’ TUTTA UN QUIZ )

Sì, la scuola è tutta qui

E non vi fate mai più illusioni

Anche mo’ che c’è GALLONI

Che ha il cervello dei capponi

Sì’ Galloni è tutto un quiz

E alle elezioni

Via la poltrona

Perchè è lì che si fanno i milioni

E noi farem rivoluzione!

Aspetta e spera….

La scuola vera

La scuola nuova è la nostra bandiera

Ed è per questo che noi marceremo

Da mane a sera

E non ci stancheremo.

E la pagella,è prigioniera

Finchè un contratto degno

Non avremo

Protesterem, contesterem, ci batteremo

E un’altra scuola più nuova creeremo.

E quel Cirino

Quant’è cretino

E con le lotte noi lo bruceremo

Finchè il diritto d’Assemblea non avremo

E l’autoregolamentazion cancelleremo.

Scuola italiana

Non se ne puo’ più

E chi ti regge vuol la schiavitù

Perché il potente comanda fino a quando

Avrà davanti un popolo ignorante:

Però noi siam tutti qui

Tutti insegnanti

E siamo tanti

Col diritto di trattare

Senza più rappresentanti

E saremo ancora qui

Noi professori

Senza timori

Perchè così non si puo’ andare avanti

Evviva, evviva gli insegnanti

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